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febbraio: 2020
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REGISTRAZIONE

COSÌ GIOCA IL CHIERI

Da retrocessa a neopromossa di fatto. In soli tre mesi, l’estate scorsa, il Chieri è passato dall’amarezza della retrocessione in Promozione al ritorno in Serie D. Categoria che gli azzurri hanno ritrovato dopo un’assenza di diciassette anni, bruciando Settimo (poi ripescato) e Volpiano in quella che era diventata una sorta di gara per l’acquisizione del titolo sportivo della defunta Rivarolese. Per i torinesi il doppio salto a tavolino ha inevitabilmente portato significative novità sul piano tecnico, con un lungo elenco di cessioni e la conferma di soli sei giocatori (Allasia, Bechis, Benedicenti, Di Gioia, Parrino e Pasquero). Assieme a questi ultimi era rimasto anche Giuseppe Dezio, alla guida dei torinesi nel primo terzo di torneo, con un rendimento da retrocessione, caratterizzato da appena 11 punti in 12 gare e una serie di 9 partite senza vittoria. Al suo posto, a fine novembre, è subentrato Massimo Storgato, classe ’61, già in D con Ivrea, Volpiano e Cuneo, e in cerca di rilancio dopo un biennio in Lega Pro segnato dalla fine della “favola” Pizzighettone. Oltre all’ex tecnico della Canavese, l’autunno ha portato agli azzurri un nuovo d.s.: l’esperto Giorgio Danna, silurato un po’ a sorpresa dalla dirigenza della Pro Belvedere all’indomani della promozione tra i professionisti. Il rinnovamento dei quadri tecnici, coinciso con l’apertura del mercato di riparazione, ha comportato un radicale cambiamento nell’organico, segnato dalle partenze, tra dicembre e gennaio, di Desideri (al Foggia), Mogni (alla Pro Settimo Eureka), Negro Frer (alla Sestrese), Tammaro (in Seconda Categoria, al San Giuseppe Riva) e dei confermati Allasia e Di Gioia (entrambi alla Cheraschese). Nuovi arrivi si sono registrati in ogni reparto, dai difensori Riccardo De Nardin (’82; sei stagioni nel Voghera, da 2007 alla Solbiatese), Vittorio Del Buono (’90; dal Torino) e Anthony Ricciardi (’90; dal Derthona), al centrocampista di origini ingaune Davide Michero (’91; dalla Lavagnese), preceduto poco prima dall’ex Igea Virtus Andrea Tummiolo (’84; 3 presenze in A con la maglia del Messina), per finire all’attacco, con l’ingaggio di Andrea Fabbrini (’74; 9 reti in stagione e di nuovo in D dopo 12 anni di professionismo), reduce da un trimestre decisamente positivo con la maglia del Rivoli. A dispetto del regolamento, le scelte estive e in parte quelle autunnali hanno portato alla costruzione di un organico piuttosto esperto, in cui spicca la presenza di quattro ultratrentenni e, in attacco, quella di Michel Alberti (’82; 20 gol nell’ultima esperienza in D), attaccante di categoria, di nuovo in D dopo due stagioni trascorse a Valenza (9 reti). Partito Mogni, a difendere i pali è andato Fabio Branchetti (’90; dal Sassuolo), con Roberto Cinicola (’74; dall’Olginatese) e Negro Frer, poi rimpiazzato da De Nardin, a protezione del settore centrale. Quasi sempre appannaggio degli under, naturalmente, le corsie esterne, con Davide Cristino (’88; dalla Sunese) e Ricciardi stabilmente titolari dopo la svolta di fine novembre (in alternativa sono a disposizione Di Lorenzo e, penalizzato dalla carta d’identità, Benedetti, ex Primavera granata), mentre a centrocampo il fulcro attorno al quale ruota la manovra chierese è rappresentato da Andrea De Martini (’77; dal Cuneo), raffinato regista in grado di dettare i tempi del gioco e di suggerire l’attacco. Ai lati dell’ex cuneese si sono messi in luce l’ala destra Michero e il confermato Fabio Pasquero (’86; ex Gassino, al secondo salto consecutivo di categoria), particolarmente abile negli inserimenti dalle retrovie. Nel settore centrale i compiti di copertura sono invece finiti sulle spalle di Enrico Migliore (’76; dalla Rivarolese), all’occorrenza impiegabile come esterno di difesa, e del già citato Tummiolo. Il reparto sul quale punta maggiormente Storgato rimane comunque l’attacco, con la coppia Alberti-Fabbrini in grado di garantire il necessario contributo per conseguire una salvezza che con l’avvento dell’ex terzino di Juventus, Udinese e Lazio sembra, per rendimento (13 punti in 10 partite), morale e organico alla portata dei torinesi.