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REGISTRAZIONE

COSÌ GIOCA LA SESTRESE

Una juniores o poco più. E’ quello che in meno di due anni è diventata la Sestrese di Amirante, 10 reti lo scorso anno nello Carl Zeiss Jena (Serie C tedesca), e di Sebastian Hugo Grazzini, raffinato mancino argentino tornato in patria per vestire le divise di Newell’s Old Boys e Racing Club.

Il presente è molto meno stellare e trova il suo inizio, verosimilmente, nel disimpegno, dopo sei stagioni, di Carlo Viglietti, sostituito prima da Roberto Ruggiero – con Romolo Marzi, personaggio chiave nelle traversie verdestellate, nel ruolo di vicepresidente -, quindi, a inizio settembre, da Sebastiano Sciortino, Assessore Provinciale all’Ambiente ed ex presidente del Borzoli. Sebbene l’uscita di scena di Viglietti avesse portato ad un ridimensionamento delle risorse e, conseguentemente, delle ambizioni, il mercato estivo aveva consegnato al confermatissimo “Principe” Balboni un gruppo che sino a fine novembre aveva mantenuto la Sestrese in una tranquilla posizione di classifica. Poi, la bufera.

La Sestrese, intesa come gestione “pre-Sciortino”, rimane coinvolta in un’inchiesta su un presunto giro di tangenti aventi lo scopo di alterare le gare di aggiudicazione dei finanziamenti UE, e gli sponsor (le aggiudicatarie), che secondo gli inquirenti si servivano di società dilettantistiche per creare fondi neri, si dileguano, lasciando la società verdestellata praticamente senza risorse. In poco meno di due settimane la squadra è azzerata. Partono tutti i pezzi pregiati, dalle punte Alessi (Pro Settimo) e Ammendolea (Cuneo), ai centrocampisti Cadenazzi (Borgorosso) e Nastasi (Corneliano), ai difensori Garrasi (Lavagnese) e Gallotti (Savona). Ma la mannaia non risparmia nemmeno gli under, coi trasferimenti del portiere Frassinelli (al Teramo), dell’esterno Mastrogiovanni (alla Caperanese) e del jolly difensivo Matarozzo (al derelitto Derthona).

Al loro posto un manipolo di giovani (tre ’90: Bruccoleri e Fiorentino dal Borgorosso, Nasiti dalla Valenzana; il ’91 Piscitelli dal Canelli e l’’89 Torromino dal Fontanabuona), tra cui spiccano i nomi di due ex biancoblù, quello dell’esterno d’attacco Giacomo Sofia (’86; dal Fo.Ce. Vara, dopo le parentesi con Pontedecimo e Veloce) e del terzino Gianluca Olivieri (’88; reduce da mezzo campionato giocato con lo Charvensod), ai quali si è aggiunto da pochissimo quello di Luca Orero (’88; dall’Oltrepo), interno di centrocampo, scuola Samp, con esperienze alla Pro Belvedere e alla Scafatese. Tutti in quota “under”, ad eccezione di Basilio Vavalà (’87; esterno destro, arrivato dalla Novese), i superstiti, tra i quali i più esperti sono il trequartista Andrea Carlevaro (’88, un altro ex), l’ala Pierluigi Sigona (’88), il portiere Marco Chinchio (’89), l’attaccante Gabriele Mazzei (’89) e il centrale difensivo Salvatore Cannella (’89; un torneo di Viareggio vinto nel 2007 con la maglia del Genoa).

Per Balboni l’immediata necessità di scongiurare il tracollo psicologico, nella speranza di individuare tra gli svincolati almeno un paio di nomi in grado di dare esperienza e qualche chance in più ad un gruppo che, in classifica, sembra apparentemente destinato alla caduta verticale. Scelte obbligate, inevitabilmente, anche sul piano tattico, con Balboni che, nella “nuova” stagione verdestellata, ha dato preferenza ad uno schieramento costituito da quattro difensori (Vavalà a destra, Cannella e il ’91 Ferraro al centro – in attesa della piena disponibilità del pari età Deodato – Piscitelli o Olivieri a sinistra), tre centrocampisti (al centro l’interessante Baudo, classe ’92, supportato da Orero e Torromino) e due trequartisti (Carlevaro a destra e Sigona a sinistra) a supporto del volenteroso, ma sin qui poco produttivo, Mazzei.