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REGISTRAZIONE

IL SAVONA ALLA GENOVESE

Sarà “Pesto” o “Avvantaggiato”?

P1100801Estate gravida di novità, in casa-Savona.
La proprietà passa nelle mani genovesi della “GA Investments”, capitanata dal Dott. Andrea Pesce. Con l’arrivo della nuova compagine dirigenziale cambia tutto: tecnici, addetti, giocatori. Gli unici “sopravvissuti” sono il segretario Patatti, il magazziniere Bosano, il team manager Cavaliere e il responsabile del settore giovanile Vittorio Panucci. A livello di squadra, le uniche conferme riguardano gli under Giribaldi, Gazzano e Ghigliazza.
Una vera e propria rivoluzione.
Una rivoluzione che si manifesta anche nel rapporto con la città: la presentazione è sfarzosa e al tempo stesso coinvolgente come quelle delle squadre di categorie ben più nobili; per la campagna abbonamenti viene impostato un battage pubblicitario mai visto prima; fin dal primo giorno vengono allacciati rapporti con le istituzioni, che dovranno dare frutti ben più succosi di quelli ottenuti fino ad ora.
Non c’è più niente di uguale a prima. O meglio, una cosa di uguale c’è: i colori. Quei colori che ci portano allo stadio, in trasferta, ovunque ci sia profumo di Savona; quei colori che fanno sì che noi scriviamo questo giornalino e che voi lo leggiate.
La città, piano piano, pare sciogliere la tradizionale diffidenza verso i “foresti” e comincia ad avvicinarsi: timidamente, come da tradizione, mandando avanti la “fanteria leggera” nel caso si sentisse il bisogno di una rapida ritirata. Ma caso vuole che i “foresti” siano persone che parlano la nostra stessa lingua, che sono abituate a muoversi in ambienti simili al nostro e che, a dirla tutta, pur avendo a che fare con i liguri sono riusciti a farsi strada, e anche bene.
Ecco che allora il Savona “alla genovese” assume tutta un’altra aria: più familiare, meno aliena. Se diamo del “belinone” a qualche dirigente, questo capisce e, se del caso, ci risponde per le rime: la cosa ci lascia un po’ in soggezione ma, allo stesso tempo, ci conforta. Perché, comunque, la nostra natura è questa: maledettamente tristi quando non possiamo dare libero sfogo al mugugno continuo, che dalle altre parti d’Italia viene visto e vissuto solo come una grandissima rottura di scatole, non come una peculiarità con cui, a modo nostro, mettiamo in mostra la nostra attenzione o il nostro interesse per qualcosa.
I “genovesi”, però, questo bene lo sanno e avranno la pazienza di sopportare gli eterni incontentabili: quelli che dopo una partita vinta 5-0, la prima cosa che sapranno dire sarà “Ma gli altri erano scarsi da far paura”, anche se si giocava contro la seconda in classifica. Perché si renderanno bene conto che, in ogni caso, il mugugno continuo verrà da gente che era seduta sui gradoni dello stadio, non sul divano di casa.
Il primo grande piccolo passo da fare perché il Savona passi da pesto ad avvantaggiato sarà proprio questo: (ri)cominciare a seguire la squadra con passione e costanza. E lo sforzo richiesto è davvero minimo, se si considerano i prezzi richiesti per un abbonamento. Ecco che allora il grande passo di schiodarsi da davanti alla televisione diventa minimo, di fronte alla prospettiva di pensare quanto si risparmia staccando una tessera; vi evitiamo conti ed elucubrazioni: la metà esatta delle 17 partite casalinghe previste. E se ne valesse veramente la pena?