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marzo: 2010
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REGISTRAZIONE

LA CAPOLISTA SE NE VA!!!!

E’ ancora nelle nostre orecchie il coro di esultanza della gradinata alla fine della partita con la Sestrese, coro replicato prontamente dai biancoblù nella bolgia dello spogliatoio: e se ne vaaaa …. la capolista se ne vaaaaa!!!!
Finalmente anche l’Entella ha perso una partita e, proprio in dirittura di arrivo del girone di andata, il distacco sale a cinque punti (sarebbero sette senza il pasticcio di Vigevano), un distacco che forse comincia a dare l’idea della differenza di valori tra le due squadre.
Questo Savona è partito alla grande anche nel 2010: certamente il match con i verdestellati non era di quelli difficili ma, come molte volte capita nel calcio, è sempre meglio non sottovalutare nessuno e bene ha fatto lo squadrone biancoblù a chiudere immediatamente la partita con i volenterosi ragazzini genovesi.
Il pubblico ha così avuto modo di divertirsi seguendo senza patemi le trame di gioco degli striscioni e porgendo un orecchio alle notizie che arrivavano dal comunale di Chiavari da qualche, diciamo così, “inviato” … travestito da gufo.
Sono arrivate buone notizie e così si può iniziare il girone di ritorno con tranquillità e ottimismo visto il distacco sulle principali antagoniste, la buona forma della squadra e il rientro di Carmine Marrazzo che, da bomber di razza, ha impiegato solo quattro minuti per tornare al gol.
A proposito del bomber, il feeling con la tifoseria è di quelli importanti: solo così si spiega il boato con cui è stato accolto in campo dopo l’assenza per l’infortunio durata due mesi e mezzo.
La “fame” di gol con cui va su ogni pallone ha fatto innamorare il pubblico savonese, che apprezza la generosità del giocatore nocerino.
Il buon Carmine ha voluto subito ringraziare la tifoseria con un gol dei suoi e la sua esultanza sa di liberazione e ringraziamento per tutto l’ambiente che, nel periodo di assenza dai campi di gioco, ha saputo stargli vicino.
Il bilancio del girone di andata non può che essere estremamente positivo: 45 punti in 17 partite, frutto di quindici vittorie e due sconfitte (46 gol fatti e solo 11 subiti), con dei numeri così cosa possiamo aggiungere?
E’ un cammino da record che non è stato raggiunto da nessuna delle capolista di tutti gli altri gironi della serie D (compresi quelli a 20 squadre), un ulteriore dato che fa comprendere la grandezza di questa squadra.
Anche Iacolino, valutando il girone di andata, ha sottolineato la forza dei suoi giocatori con un eloquente: “Cosa potevamo fare di più?”
Ora però viene il difficile: provare a ripetersi nel girone di ritorno, chiaramente non sarà facile ma questa squadra ha i numeri per provarci. La fase discendente del campionato inizia con la Pro Settimo, all’andata “asfaltata” con un tennistico 6-1, ma che ora si presenta al Bacigalupo forte di quattro risultati utili consecutivi. Inoltre Iacolino dovrà fare a meno di Sogno, incappato nella quarta ammonizione, e quindi dovrà per forza cambiare l’assetto offensivo probabilmente dando più spazio a Marrazzo e inserendo anche Cattaneo.
Nel frattempo l’Entella se la vedrà con l’Albese, squadra tosta e in grado di mettere in difficoltà chiunque. Vedremo quale sarà la situazione alla fine di questa giornata consci che il compito per gli striscioni è sicuramente, sulla carta, più agevole soprattutto se la squadra dimostrerà, ancora un volta, maturità e concentrazione.

COSÌ GIOCA LA PRO SETTIMO & EUREKA

Partita in estate con propositi ambiziosi, la Pro Settimo & Eureka sta cercando di raddrizzare una stagione iniziata malissimo (6 sconfitte nelle prime 6 uscite), proseguita con una timida inversione di rotta (6 punti in 7 partite) e finalmente incanalata verso i margini della zona playout (8 punti su 14 complessivi conquistati negli ultimi 4 turni). In mezzo due momenti chiave: l’avvento di Fabrizio Daidola (classe ’65), ex tecnico di Trofarello, Rivoli, Bra e Rivarolese, che alla settima di campionato ha sostituito Riccardo Milani, e l’autentica rivoluzione che nel mercato di dicembre ha portato al completo stravolgimento dell’organico a disposizione dell’ex cannoniere, tra le altre, di Bra, Cuneo e Derthona. Una decina di partenze bilanciate da altrettanti arrivi. Tra i più rappresentativi elementi tagliati nella finestra dicembrina figurano il cannoniere Davide Santoro (al Borgosesia), l’esperto portiere Marco Miglino (ancora in cerca di sistemazione dopo un abboccamento con la Biellese), il mediano Sabatino Liguori (all’Asti) e il generoso attaccante “Bobo” Cravetto (ai cugini del Settimo). Tra i “big” sono scampati all’epurazione i tre centrali Marco Comotto (’83; oltre 100 presenze in D nelle ultime 4 stagioni), Anderson Santos De Carvalho (’80, dal Cuneo; per il carioca è la settima maglia in altrettante stagioni “italiane”) e Agatino Di Benedetto (’81; unico superstite della storica promozione conquistata nel 2007-2008). Con loro sono rimasti il capitano, Raffaele Panzanaro (’77, dal Giaveno; ma con trascorsi in B con la maglia del Castel di Sangro e in C1 con quelle di Fermana, Ancona, Atletico Catania e Crotone; temibile soprattutto su palla inattiva, di testa o direttamente su calcio di punizione), che dopo un avvio di stagione come attaccante è stato retrocesso all’antico ruolo di esterno sinistro, il mediano Jodi Sacco (’85, ex Cuneo, Bolzano e Casale) e il regista Gianchiglio Vailatti (’84; nel suo passato Canavese, Rivarolese e Casale, 9 centri lo scorso anno e una grande facilità di calcio col piede destro). Tra i giovani i superstiti sono i difensori Raffaele Mazza (’89, dal Giaveno), Davide Pizzano (’89), Alex Pozzi (’90) e Luca Pellegrino (’91, dal Canavese), il centrocampista Mattia Noia (’92, dal Novara) e, infine, l’ala mancina Alessio Puddu (’91, dall’Ivrea). Decisivi negli equilibri tattici e di spogliatoio i nuovi acquisti, che hanno permesso di ricostruire da zero l’attacco. Dal Cuneo, il diesse Fabrizio Pontremoli ha prelevato Andrea D’Alessandro (’85; 14 gol nell’ultimo torneo, a Rivarolo Canavese), punta di movimento allenata lo scorso anno da Daidola, mentre dalla Sestrese è arrivato l’aitante Diego Alessi (’82; 25 gol negli ultimi due campionati, di cui uno solo, l’ultimo, disputato interamente con la stessa maglia), tornato in Piemonte dopo una stagione e mezza trascorsa in Liguria. A completare il reparto l’ex biancoblù Lorenzo Bruni (’90), autore ad Acqui di un avvio di stagione per nulla entusiasmante. Tanto mestiere e freschezza atletica sono invece richiesti ai tre ex tortonesi Cisco Guida (’71), Claudio Poesio (’87; ex Orbassano e Voghera) e Giacomo Molinaro (’90; lo scorso anno al Giaveno) arrivati a Settimo per rinforzare seconda e terza linea, che soprattutto in fase di filtro si erano dimostrate assolutamente deficitarie. Nuovo, infine, anche il portiere titolare: dal Chieri è giunto un altro fedelissimo di Daidola, Luca Mogni (’84), esperienze in D con Casale, Voghera, Derthona, Canelli e Rivarolese. A fargli da dodicesimo Filippo Teseo (’91), cresciuto nelle giovanili di Solbiatese, Novara e Sampdoria. Equilibrio, concretezza, concentrazione e determinazione sono le caratteristiche che Daidola sta cercando di conferire alla sua squadra. Tutto questo nonostante alcuni infortuni stiano penalizzando una rimonta che, complice il maltempo, ha permesso ai torinesi di rientrare in zona playout, recuperando 7 degli 8 punti che appena 4 domeniche fa li separavano dalla salvezza diretta.

Un grazie e due desideri da… Monaco di Baviera

“Un grazie al presidente Pesce per quello che sta facendo, a Ilio Semino per la sua disponibilità, ai giocatori che ci stanno aiutando a coronare un successo che si attendeva da troppo tempo. Un ringraziamento particolare a Salvatore Iacolino che si sta dimostrando, oltre che un buon allenatore, una persona molto seria e dedita alla sua professione. Un uomo di grande carisma. Un’esortazione alle istituzioni di considerare seriamente questa società e di non sopravalutare negativamente i nostri tifosi come è spesso successo nel recente passato, di fare gioco di squadra ascoltando attentamente le proposte della presidenza e i desideri della tifoseria, che sono anche i loro elettori e di preparare il terreno per un grande futuro. Il treno si è fermato alla stazione di Savona ed ora dobbiamo salirci tutti su per non lasciarcelo scappare. Ora o mai più.
Due desideri: mi auguro un Savona in corsa per la I Divisione ad insediarsi in quello che è stato per moltissimi anni il suo campionato di appartenenza naturale.
Mi auguro uno stadio rinnovato, moderno, atto ad essere usato in maniera polifunzionale e che sia in grado di riunire molti sport e manifestazioni importanti, oltre che rimanere la culla del Savona calcio. Questo stadio è e deve rimanere il Valerio Bacigalupo. Eliminare la pista per il pattinaggio che deve tornare sul lungomare, avvicinare la gradinata alle tribune. Le due curve più vicine e subito dietro alle porte. Uno stadio rettangolare con una parziale copertura, più compatto e leggermente più alto così suddiviso: 7500 Tribuna e distinti coperti, 7500 gradinata parzialmente coperta, 5000 nelle due curve. A chi non verrebbe voglia di investire?”

ANTONIO Bosi, Monaco di Baviera

E’ RECORD!

Ci sono tanti modi per ottenere 45 punti, nel calcio; il Savona quest’anno ne ha scelto uno veramente clamoroso: 15 vittorie in 17 partite. In serie D, record assoluto di punti per il girone di andata da quando sono stati introdotti i 3 punti a vittoria.

Questo girone di andata ce lo ricorderemo per un bel pezzo, anzi forse ce lo ricorderemo per sempre: non esistono precedenti simili in più di 100 anni di storia e, per quanto possiamo essere ottimisti, crediamo che ben difficilmente ci sarà concesso di rivederne altri dello stesso livello. “Torniamo a scrivere la storia” era lo slogan di quest’estate, profetico come non mai: in effetti questo girone d’andata è già un pezzo di storia che è stato scritto, anche se non portato nulla in cambio. Potrà portarlo, però, se verrà gestito bene tutto il fieno accumulato in cascina in questi primi mesi.
Perché dobbiamo renderci conto che il girone di ritorno non potrà essere un’altra marcia trionfale a questo livello: da Gennaio in avanti i punti in certe partite cominceranno a pesare il doppio, gli avversari saranno sicuramente meno “farfalloni”, i campi (adesso che le incombenze “sintetiche” si sono ridotte alla partita dell’ultima giornata) saranno gelati, pesanti, fangosi, poco amici per chi fa della tecnica e della proprietà di palleggio un’arma vincente. In altre parole, la squadra dovrà fare di necessità virtù in vari casi e accontentarsi, eventualmente, anche del punticino.
Però il Savona parte da lassù: 45 punti, una bella cima scalata in poche giornate. Comincia la discesa, siamo d’inverno: occhi aperti, gambe salde e attenzione a non sdrucciolare.

TIFOSI AL GIRO DI BOA

La parola ai tifosi del Savona che, interrogati su alcune domande chiave, hanno detto la loro.

Qual è stato l’aspetto che vi ha sorpreso di più di questo Savona 2009-2010? “Indubbiamente il ruolino di marcia impressionante – esordisce Alex, da sempre al seguito dei biancoblù -,14 vittorie su 16 partite va oltre le piu’ rosee aspettative” Non ha dubbi Luciano, webmaster del blog Biancoblutimes: “La Società. Seria, strutturata e professionale. Manca ancora qualche ingranaggio, ma una struttura societaria di questo livello non l’hanno nemmeno nei club professionisti e mi riferisco al marketing, alle presentazioni, alla comunicazione diretta con i tifosi…”. Anche Alessio G. degli Ultras 1972 fa un plauso alla professionalità della società e al dialogo con i tifosi e poi “l’esser riusciti a costruire una squadra competitiva grazie al Mister e ad Armienti in pochissimo tempo è stato un gran segnale”. Qual è il tuo giocatore preferito? Andrès Bottiglieri è tra i preferiti “ha classe da vendere ed è giovane: di sicuro farà strada” è la risposta di Alex e anche Alessio la pensa come lui “Ma tutti e tre gli argentini sono dei fenomeni e poi la potenza e la classe di Carmine Marrazzo”. Luciano guarda in prospettiva: “Abbiamo una grande squadra, completa in ogni reparto. Questo è un organico che con pochi aggiustamenti si gioca il campionato anche in C2, vuoi un nome? Se necessariamente devo fare un nome direi Zirilli: potenza, abnegazione, senso del goal, spirito di sacrificio e determinazione”. Quali sono stati gli errori commessi secondo voi (se ci sono stati degli errori) e in cosa si deve migliorare ancora? La risposta è univoca, pochi per tutti, forse sotto l’aspetto calcistico qualche big che non ha reso secondo le aspettative, ma c’è un girone di ritorno apposta per smentire anche questo! Per l’aspetto tecnico Alex punta il dito sulla difesa “che è un po’ il nostro tallone d’achille”; sugli aspetti societari Alessio auspica invece che la società riesca ad imporsi sul Comune e sulla Questura circa i vari spostamenti relativi all’agibilità dello stadio. Un’opinione su Casale ed Entella Alex: “non le temo,due buone squadre ma vinciamo noi, sicuro!”. Luciano: “Due ottimi organici, pragmatici i Genovesi, più qualitativi i Piemontesi”. Alessio: “Casale è una buona squadra molta la qualità in mezzo al campo… sull’ Entella beh, spero davvero di scrollarcela di dosso presto…”. L’ultima domanda è all’insegna della scaramanzia, e all’insegna della scaramanzia sono le risposte: Cosa fai se……. Alex: “non te lo dico”. Luciano: “Prima aspetto il se… e semmai dopo…”. Alessio: “io se mai dovesse accadere, e mi tocco, una cosa la farò ma ovviamente ora non te lo dico…”. Elisa Di Padova

BIANCOBLU NEL MONDO

Abbiamo sottoposto le stesse domande ad una categoria di tifosi molto particolari: sono i cuori biancoblù che seguono da lontano la loro squadra e che soffrono davanti a un pc… Sono lontani, è vero, ma sembrano avere le idee molto, molto chiare! Ci hanno risposto Antonio Bosi, da Monaco di Baviera, Davide Gamarra da Marsiglia e Egidio de Mitri dagli Emirati Arabi.

Cosa ti ha sorpreso di più del Savona 2009-2010?

“Aspettavamo da tempo una dirigenza seria e professionale e che sapesse come muoversi per ottenere consensi – spiega Antonio -. Era tutto così facile e scontato, ma nessuno c’era mai riuscito fino ad ora! Loro sì e questo dà la sensazione che vogliano arrivare lontano… i risultati sportivi sono secondari e comunque han dato loro ragione. Sono molto contento di questo.

Anche Davide è sulla stessa linea: “la professionalità della società e la relazione tra società/tifosi/città” così come Egidio: “l’ impegno e l’ entusiasmo che la nuova Dirigenza fin dal primo giorno ha profuso nei confronti della squadra della nostra città, nonostante fossero di Genova e neofiti nel calcio”.

Qual è il tuo giocatore preferito?

Da lontano è più difficile trovare un beniamino, come spiaga Antonio: “vedo da parte di tutti i giocatori un atteggiamento professionale. Sembrano tutti bravi ragazzi. Forse l’icona numero 1 è senza dubbio Paolo Ponzo, per l’età più matura, l’esperienza calcistica e il carisma. Poi si potrebbe subito proseguire con Marazzo e Sogno, oltre che Zirilli. Non si può ovviamente dimenticare Pascarella, che si sta dimostrando un ottimo portiere. Ad essere sincero il giocatore preferito in assoluto è tutta la squadra!”. Deciso Davide: “ Paolino Ponzo ma in generale tutta la squadra”, “io darei un bel 10 a tutta la squadra e al nostro allenatore – precisa Egidio -. Ma se proprio devo scegliere dico Marrazzo per la professionalità dimostrata, per la classe e soprattutto per aver saputo zittire con i fatti tutti quelli che in estate lo avevano snobbato”.
Quali sono stati gli errori commessi secondo voi e in cosa si deve miglorare?

Antonio: “Forse qualche atteggiamento di superficialità dovuto allo stress di dover sempre vincere e alla falsa convinzione che ormai il campionato è vinto perché siamo forti. Bisogna mantenere alta l’attenzione e la concentrazione nervosa, per cercare di vincere tutte le partite. È difficile, ma si deve fare quel percorso. Prima o poi l’Entella ci mollerà… Bisogna migliorare in difesa perché prendiamo troppe reti: non sarà un problema, fino a che si farà una rete in più dell’avversario, ma sarà sempre possibile? L’Entella è un po’ meno forte davanti, ma pare impenetrabile dietro. Non è necessario vincere tutte le partite 5-1, 4-2, 6-1… Non sarebbe male vincerne qualcuna difficile anche per 1-0…”.

“Per adesso nessun errore” secondo Davide.
“ Errori sostanziali non ce ne sono stati – afferma Egidio -, sicuramente si potrà con l’esperienza migliorare qualche cosa, per esempio un po’ più di merchandising e il sito ufficiale un po’ più vivace”.

Un’opinione su Casale ed Entella

Secondo Antonio sono due buone squadre, insieme all’Albese: “Il Casale forse è più forte, ma è difficile giudicarlo in base a poche singoli spezzoni di partite viste online. Penso che la sorpresa-Albese avrà un ruolo determinante per la classifica delle prime quattro. Dietro di loro c’è il deserto…”. Più drastico e ironico Davide: “A Casale sono morti, quelli dell’Entella, farebbero meglio ad andare a giocare a bocce…”. Egidio ha una speranza: “alla fine ci molleranno – ma poi aggiunge -posso toccare qualche cosa?!”.

E se si vince questo campionato prendete il primo aereo?

Antonio: “La mia gioia sarebbe davvero incredibile, seguo quasi come se fossi lì tutte le domeniche. Cercherei di venire alla festa di promozione o farei il possibile per vedere almeno una delle ultime partite più importanti”.

Davide: “Se salissimo una volta al mese verrei in casa o in trasferta per vedere il magico Savona e speriamo che il maggio 2010 ci veda campioni fuori da questa categoria!”

Egidio per scaramanzia non vorrebbe rispondere ma “mi piacerebbe prendere un bel volo e partecipare alla f… va beh non dico niente che è meglio! So solo che tutte le domeniche,  quando passo quella ora e mezza di fronte allo schermo del laptop ascoltando Radio Savona Sound tra una mail e l’altra e scappando da riunioni varie per sapere il risultato, penso: se fossi là farei un tifo infernale!”.

Elisa Di Padova

COSÌ GIOCA LA SESTRESE

Una juniores o poco più. E’ quello che in meno di due anni è diventata la Sestrese di Amirante, 10 reti lo scorso anno nello Carl Zeiss Jena (Serie C tedesca), e di Sebastian Hugo Grazzini, raffinato mancino argentino tornato in patria per vestire le divise di Newell’s Old Boys e Racing Club.

Il presente è molto meno stellare e trova il suo inizio, verosimilmente, nel disimpegno, dopo sei stagioni, di Carlo Viglietti, sostituito prima da Roberto Ruggiero – con Romolo Marzi, personaggio chiave nelle traversie verdestellate, nel ruolo di vicepresidente -, quindi, a inizio settembre, da Sebastiano Sciortino, Assessore Provinciale all’Ambiente ed ex presidente del Borzoli. Sebbene l’uscita di scena di Viglietti avesse portato ad un ridimensionamento delle risorse e, conseguentemente, delle ambizioni, il mercato estivo aveva consegnato al confermatissimo “Principe” Balboni un gruppo che sino a fine novembre aveva mantenuto la Sestrese in una tranquilla posizione di classifica. Poi, la bufera.

La Sestrese, intesa come gestione “pre-Sciortino”, rimane coinvolta in un’inchiesta su un presunto giro di tangenti aventi lo scopo di alterare le gare di aggiudicazione dei finanziamenti UE, e gli sponsor (le aggiudicatarie), che secondo gli inquirenti si servivano di società dilettantistiche per creare fondi neri, si dileguano, lasciando la società verdestellata praticamente senza risorse. In poco meno di due settimane la squadra è azzerata. Partono tutti i pezzi pregiati, dalle punte Alessi (Pro Settimo) e Ammendolea (Cuneo), ai centrocampisti Cadenazzi (Borgorosso) e Nastasi (Corneliano), ai difensori Garrasi (Lavagnese) e Gallotti (Savona). Ma la mannaia non risparmia nemmeno gli under, coi trasferimenti del portiere Frassinelli (al Teramo), dell’esterno Mastrogiovanni (alla Caperanese) e del jolly difensivo Matarozzo (al derelitto Derthona).

Al loro posto un manipolo di giovani (tre ’90: Bruccoleri e Fiorentino dal Borgorosso, Nasiti dalla Valenzana; il ’91 Piscitelli dal Canelli e l’’89 Torromino dal Fontanabuona), tra cui spiccano i nomi di due ex biancoblù, quello dell’esterno d’attacco Giacomo Sofia (’86; dal Fo.Ce. Vara, dopo le parentesi con Pontedecimo e Veloce) e del terzino Gianluca Olivieri (’88; reduce da mezzo campionato giocato con lo Charvensod), ai quali si è aggiunto da pochissimo quello di Luca Orero (’88; dall’Oltrepo), interno di centrocampo, scuola Samp, con esperienze alla Pro Belvedere e alla Scafatese. Tutti in quota “under”, ad eccezione di Basilio Vavalà (’87; esterno destro, arrivato dalla Novese), i superstiti, tra i quali i più esperti sono il trequartista Andrea Carlevaro (’88, un altro ex), l’ala Pierluigi Sigona (’88), il portiere Marco Chinchio (’89), l’attaccante Gabriele Mazzei (’89) e il centrale difensivo Salvatore Cannella (’89; un torneo di Viareggio vinto nel 2007 con la maglia del Genoa).

Per Balboni l’immediata necessità di scongiurare il tracollo psicologico, nella speranza di individuare tra gli svincolati almeno un paio di nomi in grado di dare esperienza e qualche chance in più ad un gruppo che, in classifica, sembra apparentemente destinato alla caduta verticale. Scelte obbligate, inevitabilmente, anche sul piano tattico, con Balboni che, nella “nuova” stagione verdestellata, ha dato preferenza ad uno schieramento costituito da quattro difensori (Vavalà a destra, Cannella e il ’91 Ferraro al centro – in attesa della piena disponibilità del pari età Deodato – Piscitelli o Olivieri a sinistra), tre centrocampisti (al centro l’interessante Baudo, classe ’92, supportato da Orero e Torromino) e due trequartisti (Carlevaro a destra e Sigona a sinistra) a supporto del volenteroso, ma sin qui poco produttivo, Mazzei.

Ziro, leoni in campo e nella vita

Alessandro Zirilli

L’avevano soprannominato il Cruz del Savona, il bomber del Pronto Intervento che non si faceva mai trovare impreparato quando veniva chiamato in campo e riusciva anche a risolvere le partite, con una fantastica media tra minuti giocati e gol fatti! Dopo l’infortunio di Marrazzo è diventato inamovibile ed ha dimostrato qualità incredibili con gol che hanno lasciato a bocca aperta anche gli addetti ai lavori. “Le ore a sudare nella preparazione atletica, gli allenamenti col freddo e il vento, il pre-partita con i compagni e il mister. È il ritiro per concentrarsi. Il calcio è questo, ed è tutto nella mia vita” – ci racconta Alessandro. I primi calci al pallone dati in strada, nel suo quartiere, poi “crescendo mi sono innamorato di questo sport e all’età di 7 anni sono andato a giocare nel settore giovanile del Milan… da lì poi è venuto tutto il resto”.

Tre stagioni al Voghera, tre al Real Cesate. Poi Legnano, Seregno, Carpi, Nuova Albano, Usmate, Caratese. Gli ultimi campionati con Saronno e Vigevano (20 reti a stagione in entrambe le formazioni), un anno alla Solbiatese e lo scorso anno all’Albese dove arriva alla doppia cifra con 10 gol. Questa la sua carriera, e lui cosa pensa del Savona di quest’anno? Siamo al giro di boa…

Sicuramente i risultati parlano per noi, 14 vittorie su 16 partite non è roba da tutti i giorni. Abbiamo avuto un rendimento costante e la costanza è la nostra arma più forte. La pausa è arrivata nel momento giusto, avevamo bisogno di ricaricare le pile per cominciare l’anno alla grande. Abbiamo l’Entella a due punti e non possiamo permetterci di sbagliare. Durante le feste abbiamo fatto un programma di allenamenti per arrivare al top e con la rosa al completo…

Già! A proposito di rosa al completo: ora che rientra Carmine credi che vi farà ruotare o giocherete a tre punte come a Chiavari?

Questa domanda dovresti farla al mister, non sono nella sua testa e non so come vorrà metterci in campo. La voglia di giocare c’è per tutti, io personalmente sono molto contento se continuerò a giocare perché ho voglia di dare tutto. La sfortuna è stata che l’unica volta che abbiamo provato a giocare a tre punti Marra s’è fatto male… vedremo, il mister comunque avrà di sicuro tre attaccanti che daranno il massimo.

Giudizio sull’operato della società?

La società sta facendo un ottimo lavoro e sta anche coinvolgendo la città con tante iniziative. Il Presidente e i suoi collaboratori sono sempre allo stadio e questo per noi è un segnale importante. Oltre ad essere presenti dal punto di vista economico si vede che si sono proprio buttati con passione in questa realtà, ci sono molto vicini.

E il mister?

Il mister è vincente, tratta tutti alla stessa maniera. Non è tassativo, ci lascia liberi di giocare e di esprimerci, si rende conto che siamo una squadra che gioca bene e lui tiene molto a questo aspetto. Ha ragione quando dice che spesso siamo penalizzati a giocare su campi con avverse condizioni atmosferiche: il vento, l’acqua, il campo ghiacciato… I valori tecnici tendono ad allinearsi e mi spiace un po’ quando non riusciamo ad esprimerci come vorremmo.

Resteresti l’anno prossimo?

Mi farebbe molto piacere restare con una società che ha un progetto ambizioso, certo resterei. Legarsi alle società è difficile in serie D ma col Savona speriamo in una continuità che ci porti davvero in piazze importanti. Il giudizio su Savona poi come città e gente è senza dubbio positivo, il calore che c’è, la gente che viene allo stadio…

Proprio dai tifosi ti sei fatto conoscere e sei diventato tra i più amati: il calore della gradinata nei tuoi confronti, lo senti?

Sì e per me è il riconoscimento al lavoro fatto: significa che sono sulla strada giusta. Viene riconosciuto l’impegno e il modo di giocare per la squadra e poi lo percepisco, quando vado in giro e mi fermo a parlare con le persone, per me è importantissimo.

Il tuo motto: sempre leoni?

Sì, certo! Questo perché bisogna avere un carattere forte per superare sempre tutte le situazioni!

Parliamo dei tuoi gusti, qual è il tuo programma televisivo preferito?

Non guardo molta televisione, più che altro film. Però mi piace moltissimo il Chiambretti Night.

L’ultimo libro che hai letto?

La vita di Alessandro Magno di Lane Fox Robin, è bello lo consiglierei senz’altro.

Vivi con Montingelli: vi accomunano le origini lombarde, è il compagno con cui hai anche più feeling?

Con tutti i ragazzi ho un bel rapporto, senza escludere nessuno! Con Fabrizio è una cosa strana, siamo tutti e due di Cologno Monzese ma avevamo sempre giocato in posti diversi e quindi non avevamo mai avuto modo di conoscerci bene. Ora qui si è creato un bellissimo rapporto, viviamo la quotidianità anche al di fuori del calcio… per me è un amico, condividiamo tutto. Sono contento che a Lavagna contro il Borgorosso sia entrato e abbia giocato, ha passato un periodo sfortunato e vedevo quanto soffriva, è stato un bel regalo di Natale, un regalo eccezionale!

Quando ti svegli la domenica mattina e si gioca, qual è la prima cosa che pensi?

Penso a come sto. Voglio solo star bene. Se mi alzo con la carica giusta so che il mio rendimento sarà al top!

Elisa Di Padova

COME L’ANNO SCORSO

Senza voler mancare di rispetto a nessuno, vorremmo far rilevare come in 16 giornate il Savona abbia segnato lo stesso numero di gol dell’anno scorso in tutto il campionato. Sarà “merito” della regola dei cinque giovani, che svilisce ulteriormente il già non eccelso livello tecnico, sarà che gli avversari di quest’anno sono particolarmente arrendevoli, sarà che le combinazioni astrali sono favorevolissime, sarà quel che sarà, fatto sta che… 43 gol in 34 partite contro 43 in 16.
Non solo: l’attuale capocannoniere della squadra, Sogno, è a quota 10 gol: esattamente la stessa di Soragna dopo tutto il campionato dell’anno scorso. Addirittura i quattro attaccanti biancoblù di quest’anno (Cagliani, Marrazzo, Sogno e Zirilli) hanno segnato 26 gol in 16 partite, mentre i quattro dell’anno scorso (Bruni, Falchini, Giglio e Soragna) ne avevano marcati 23 in 34.
Cosa vogliono dire questi numeri? Sicuramente che la partenza del Savona è stata al fulmicotone, altrettanto sicuramente che gli striscioni giocano a trazione anteriore, ma anche che la qualità del gioco è certamente migliorata e, soprattutto, che le riserve sono tali solo di nome. Pensare che tutto ciò è stato ottenuto senza neanche un rigore a favore, non fa altro che aumentare il valore di quanto costruito fino ad ora dai biancoblù.
Con il nuovo anno parte la volata per il platonico titolo di campione d’inverno, che vale poco o niente ma comunque rappresenta un primo, flebilissimo, traguardo da raggiungere. Volendo esagerare, potremmo azzardare che chi ha fame (e noi ne abbiamo tanta) non lascia niente per la strada: si prende tutto quello che passa davanti, senza essere troppo schifiltosi. Al limite, le cernite si fanno una volta che si è al sicuro con tutto il bottino e ci si può permettere di scegliere cosa piace e cosa no.
Tra l’altro, con il calendario di quest’anno non c’è neanche la scusa della pancia piena di panettone: le feste sono strafinite e la forma non può essere che ottimale. Non sono ammesse distrazioni. Avanti Savona, che il 2010 sia memorabile!

COSÌ GIOCA L’ALBESE

Da sorpresa a conferma. Dietro al pronosticatissimo trio di testa c’è l’Albese di Giancarlo Rosso, tecnico classe ’61, che dopo aver guidato Sommariva Perno, Cheraschese e Bene Narzole, ha riportato in D i biancocelesti e conquistato, lo scorso anno, un lusinghiero piazzamento in zona playoff. Tra la dozzina di cessioni portate a compimento dalla dirigenza cuneese spiccano quelle di quattro ex titolari: il mediano Perrella (al Canelli), l’ariete Zirilli e due giovani, l’esterno Bottini (rientrato al Pizzighettone) e il portiere Ippolito (in attesa di svincolo da parte del Fo.Ce. Vara). Oltre a questi, non fanno più parte del gruppo le punte Melle (al Ce.Ver.Sa.Ma.) e Roselli (al Santarcangelo), l’esterno mancino Saraceno, il dodicesimo Claudio Ferrari, il cursore Lauro (all’Acqui) e i gemelli Talarico (entrambi alla Cheraschese). Ossatura e assetto tattico non sono comunque cambiate, grazie alle importanti conferme dei tre centrali difensivi Mirko Cuttini (’83; giovanili del Torino, poi Canavese e Sommariva Perno, prima di arrivare nel 2007 all’Albese), Patrick Maglie (’81; in D con Volpiano, Moncalieri, Orbassano, Saluzzo e Voghera) e Danilo Staffolarini (’79; italo-argentino con esperienze in Norvegia e Indonesia), del mediano Sergio Odino (’77; 8 campionati, tutti in Eccellenza, con la Novese), del raffinato interno Niccolò Garrone (’84; 6 reti lo scorso anno, già 3 in questa stagione, l’ottava in biancoceleste) e dei centrocampisti offensivi Jeremias Busato (’89) ed Emanuele Ferrari (’83; ex Cuneo, Cossatese e Seregno). Uno o più acquisti per reparto hanno consentito all’Albese di mantenere la fisionomia di squadra abile nelle ripartenze, non di rado capace di andare a segno su palla inattiva e pungente grazie agli inserimenti dei centrocampisti. Tra i nuovi spiccano i nomi di Francesco Nieto (’85; dallo Spezia, autore in questa stagione di 5 gol e altrettanti assist), punta di forza e movimento, di Salvatore Pantaleo (’83; dal Cirié), talentuoso centrocampista avanzato, ma all’occorrenza impiegabile come playmaker, di Losa Ezquerro (’85; dall’Alfaro, terza divisione spagnola), esterno d’attacco di origini iberiche, e di quattro interessanti giovani: il portiere Luca Salvalaggio (’91; dal Canavese), il mediano Federico Merialdo (’90; dal Cuneo) e gli esterni difensivi Mattia Gerardi (’90; dalla Villacidrese ed ex Sanremese) e Christian Nebbia (’88; dalla Rivarolese). Per il tecnico Rosso, dunque, tante alternative, sia in difesa (con Cuttini, Maglie e Staffolarini a contendersi due maglie da centrali, ed Emiliano Busato, Gerardi e Nebbia a disputarsi il posto sulle corsie esterne) sia a centrocampo (impossibile, sinora, conciliare Garrone, Ferrari e Pantaleo). Pochi,  invece, i candidati a dare il cambio a Nieto, titolare in 13 delle 14 partite sin qui disputate. Nonostante la rosa relativamente ampia – a completare il gruppo il difensore Vacca (’90), l’attaccante Fassina (’91; dal Gabetto) e i centrocampisti Cretazzo (’89; dal Cirié), Panetta (’91; dal Gabetto) e Cristian Molinaro (’86; dal Bra) – Giancarlo Rosso ha spesso schierato i suoi con un consolidato 4-3-2-1, dove, a supporto di Nieto, impegnato a finalizzare e creare spazi per gli inserimenti, hanno giostrato Jeremias Busato (3 reti) e uno, a turno, tra Ferrari (2 reti), Garrone e Pantaleo (1 rete). Meno fantasia e più sostanza al terzetto di centrocampisti bassi, con Odino e Merialdo nel ruolo di interditori e Garrone e Pantaleo ad alternarsi nelle vesti di playmaker. In difesa, accanto a Cuttini (3 reti, 1 su punizione), stabilmente titolare dopo le prime tre gare, si sono avvicendati Maglie (1 rete) e Staffolarini, con Nebbia a sinistra e Gerardi (1 rete) o Emiliano Busato a destra. In porta spazio a Salvalaggio, con l’ex Lonato e Torino Luca Dutto (’90) pronto a subentrare.

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