PESCE, SPINELLI E TUTTO IL RESTO
Cominciamo con una domanda attinente al periodo. Vacanze?
Vacanze come al solito niente o quasi. Facciamo un inizio di stagione estiva dedicato al Savona e al calcio e poi, magari, una settimana riusciamo a ritagliarla. Non su un campo sportivo, però!
Vogliamo fare un consuntivo della stagione passata o un preventivo di quella futura?
Il consuntivo di quella passata l’abbiamo già fatto: è sotto gli occhi di tutti e credo che abbiamo anche abusato dei festeggiamenti, quindi ormai c’è solo da pensare al futuro. Futuro che è senza dubbio molto più delicato e molto più impegnativo di quello che è passato: cercheremo di fare delle scelte ponderate, anche se l’ambizione è quella di fare una squadra con un senso logico e di crescita. Diciamo che l’anno prossimo sarà un campionato… non voglio dire di vertice, ma un buon campionato.
Per quanto riguarda il discorso dello stadio e delle nuove strutture che dovrebbero sorgere, a che punto siamo?
Se non ci sono ostacoli, di qualunque tipo, diciamo che lo stadio lo stiamo portando avanti molto bene: il Comune ci sta dando una grossa mano, i tecnici stanno andando avanti con i lavori, abbiamo trovato il gruppo di lavoro, misto Savona-Genova. L’amministrazione ci sta dando una mano nella parte burocratica e in quella tecnica; ci auguriamo di essere coinvolti nella giusta misura: quello che noi ci immaginiamo è di avere in mano la totalità del progetto e condividere la distribuzione delle opere. Invece per quello che riguarda la parte un po’ meno evidente, stiamo cercando di costruirci anche qualche struttura alternativa al solito campo “Bacigalupo” che, essendo in erba, non può essere calpestato quotidianamente. Cercheremo di fare un campetto in sintetico dalla curva lato mare, per dare anche delle certezze ai bambini che entreranno nelle nuove leve del Savona calcio.
Parlemmu du “sciu Aldu”?
Eh, u “sciu Aldu”… Ormai con le attività in comune ci vediamo, non dico quotidianamente, ma ci sentiamo quotidianamente. Abbiamo fatto delle buone operazioni commerciali insieme, che sono servite a lui e a me: credo che lui dia un forte contributo alla causa del Savona, senza entrare nel merito, e quindi sono contento perché abbiamo trovato una sinergia. A lui piace molto il pallone e mi fa piacere che delle persone con un progetto determinato e serio possano avere un futuro e lui magari essere protagonista con questa sponsorizzazione, che non abbiamo ancora quantificato ma che è in via di definizione.
Solo sponsorizzazione o si parla anche di un ingresso in società?
Per adesso si parla solo di una sponsorizzazione, lui credo che abbia avuto esperienze positive e negative nel calcio, quelle che conosciamo tutti. Credo che lui comunque ambisca a fare anche altri tipi di valutazione, ma per adesso non abbiamo assolutamente parlato di un ingresso in società, perché i nostri progetti societari sono già di medio-lungo termine. Quindi se, ripeto, non troveremo ostacoli in questa costruzione di progetto, dovremo un po’ rifare i nostri conti: se le cose vanno avanti come sono andate avanti quest’anno, sia in termini sportivi, sia in termini di impegno da parte dell’amministrazione e della città, noi puntiamo a trapiantarci su Savona.
La risposta della città: dopo un anno si possono cominciare a tirare le prime somme.
Io credo che ci siamo integrati molto bene. La risposta della città è una risposta “alla ligure” (ride, ndr), quindi molto conservativa, ma più efficiente di quello che si poteva pensare, devo dire. Questo non vuol dire che abbiamo trovato tutti gli sponsor nella città, ma credo che abbiamo iniziato delle buone trattative con delle aziende importanti per far dare loro il contributo e creare il volano per la società.
Escluso il discorso Spinelli, vanno esclusi anche ulteriori ingressi in società?
Le porte sono comunque sempre aperte, anche nelle nostre aziende non siamo gelosi delle nostre quote o delle nostre azioni. C’è un progetto di crescita: se questo può essere sostenuto da degli imprenditori, da delle persone che ci mettono passione le porte sono sempre aperte. Non sono ancora stati fatti discorsi di partecipazioni societarie perché per il momento crediamo di non essere ancora strutturati per proporre qualcosa a chi vorrebbe entrare. Se c’è una partecipazione nel management, va benissimo. Ma per una partecipazione societaria non siamo ancora pronti.
I primi giorni da professionisti sono vissuti più con preoccupazione o con curiosità?
C’è un mix di tutto questo: la preoccupazione di un ambiente nuovo, anche l’anno scorso quando siamo entrati eravamo preoccupati. Forse più preoccupati di quest’anno. Perché comunque ho cominciato ad avere un po’ di visione di quello che è il mondo del calcio, anche se abbiamo comunque iniziato in una squadra che militava nei dilettanti. Non si può nascondere che non ci sia preoccupazione: se non ci fosse significherebbe avere incoscienza. La preoccupazione è quella di fare degli investimenti giusti ed avere degli obiettivi ben precisi: questa è la preoccupazione. Poi, senza la curiosità non avremmo neanche provato ad acquisire il Savona l’anno scorso.
Finiamo con una domanda che non è una domanda: dica quello che vuole.
Potrei dire “Forza Savona!”, però mi sembra un po’ limitativo. Io credo che stiamo costruendo qualche cosa per un lungo termine: cioè di quello che facciamo adesso noi, se portato avanti nella maniera corretta, ne potrà usufruire qualcun altro fra qualche anno, se non ci saremo più noi. Mi auguro di godermi, almeno in parte, quello che stiamo costruendo adesso.
Posted: maggio 31st, 2010 under Editoriale.
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